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STUDIO TECNICO CHIMICO-VERIFICA DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI SICUREZZA D.LGS n.81/08-TERMOGRAFIA- VIDEOISPEZIONI- PERIZIE FONOMETRICHE VIBRAZIONI-ANALISI ACQUA FUMI E CONTROLLO CANNE FUMARIE- PERIZIE SPECIALISTICHE PER FENOMENI DI CONDENSE - CERTIFICAZIONI DI PREVENZIONE INCENDI -CERTIFICAZIONE ENERGETICA- RICERCA CONDUTTURE INTERRATE- ANALISI TERMOGRAFICHE-PREZZI CONTENUTI EMAIL caso.gianfranco@virgilio.it caso.gianluca@virgilio.it

martedì 15 aprile 2008

DECRETO MINISTERIALE 07/04/2008 -. SULLA DETRAZIONE FISCALE DEL 55%- FINANZIARIA 2008- ALLEGATO F- INFISSI/POMPE DI CALORE

I MINISTERI INTERESSATI HANNO FINALMENTE MESSO A PUNTO IL NUOVO DECRETO CHE FA LUCE SULLE NUOVE PROCEDURE PER AVERE DIRITTO ALLA DETRAZIONE FISCALE DEL 55% PER I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA -FINANZIARIA 2008- INFISSI. POMPE DI CALORE -ALLEGATO F - (GAZZETTA UFFICIALE 24/04/2008 N.97)

NEL DECRETO TROVIAMO IL NUOVO ALLEGATO DENOMINATO " allegato F "
DA UTILIZZARE PER GLI INFISSI E PANNELLI SOLARI.

NUOVE PROCEDURE PER TRASMISSIONE DEI CERTIFICATI ALL'ENEA

NUOVE PROCEDURE DI CERTIFICAZIONE PER LE POMPE DI CALORE

LE CALDAIE, NON TUTTE, AVRANNO LA DETRAZIONE FISCALE DEL 55%

RICHIEDETE COPIA DEL NUOVO D.M. TRAMITE email: caso.gianfranco@tiscali.it

giovedì 20 marzo 2008

DECRETO MINISTERIALE 11/03/2008- G.U. n.66 del 18/03/2008

PUBBLICATO IL DECRETO MINISTERIALE CHE STABILISCE I NUOVI LIMITI DEI VALORI DI TRASMITTANZA, PER AVERE DIRITTO ALLA DETRAZIONE FISCALE DEL 55% ,PER LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA PER IL PERIODO 2008 - 2010.
- PARETI VERTICALI E ORIZZONTALI
- INFISSI
- CALDAIE A CONDENSAZIONE ED A BIOMASSE FINO AL 2009

CONSULTARE I LINK : http://www.edilportale.com/
http://www.uncsaal.it/privato/privato.HTM

NUOVI valori di trasmittanza anno 2009

ZONA climatica infissi coperture pareti verticali
A -----------------------4,6 -------0,38 ---------0,62
B -----------------------3,0 -------0,38 ---------0,48
C -----------------------2,6 -------0,38 ---------0,40
D -----------------------2,4 -------0,32 ---------0,36
E -----------------------2,2 -------0,30 ---------0,34
F -----------------------2,0 -------0,29 ---------0,33

sabato 8 marzo 2008

VALUTAZIONE DEI RISCHI SUI POSTI DI LAVORO

ANALISI DEI RISCHI SUI POSTI DI LAVORO -
- D. LGS. n. 81 del 09/04/2008 n. 101

Il Consiglio dei Ministri il 06.03.2008 ha discusso e approvato uno schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega conferita al Governo dalla legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di salute e sicurezza del lavoro. La bozza , dopo l'esame delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni, tornerà al Consiglio dei Ministri per l'approvazione definitiva. La bozza di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede pesanti sanzioni e nuovi adempimenti per le imprese; in particolare si prevede l'arresto ( in alcuni casi può essere trasformato in ammenda) in caso di mancata valutazione del rischio per le imprese che si trovano in un contesto pericoloso. Anche se l'aspetto delle nuove sanzioni sono importanti, non si può fare a meno di evidenziare alcuni limiti della nuova norma che molto probabilmente ridurranno la portata di questa misura legislativa, limitandola al solo effetto mediatico che avrà con ogni probabilità una non lunga durata nel tempo. Tutto questo sono per i seguenti motivi: in primo luogo, perché l'inasprimento delle sanzioni, in assenza di una adeguata attività di controllo sul territorio, avrà effetti assai limitati , soprattuttoi, ovvero più che altro repressivi nei confronti dei pochi "sfortunati" che incapperanno nelle sanzioni;- in secondo luogo perché il decreto sanziona la mancanza di analisi dei rischi, senza tenere in conto la bontà tecnica della suddetta analisi dei rischi, che è una complessa attività progettuale; l'esperienza, insegna che il problema sta proprio nella efficacia del suddetto documento, alcuni piani anche se presenti in azienda sono ben poco rispondente ai requisiti generali del comune buon senso tecnico.

Al fine di predisporre un piano di VALUTAZIONE DEL RISCHIO SERIO, nella propria azienda, metto a disposizione la mia esperienza Professionale.
- CONDOMINII
- AZIENDE CHIMICHE
- AZIENDE EDILI
- LABORATORI CHIMICI
- AZIENDE DI TRASFORMAZIONI ALIMENTARI
- AZIENDE AGRICOLE

Richiedi un preventivo di spesa o un eventuale incontro, inviando una email al seguente indirizzo
-
caso.gianfranco@tiscali.it


link utili per le AMMINISTRAZIONI CONDOMINIALI E NON SOLO


PER PRENDERE VISIONE SUGLI OBBLIGHI DERIVENTI DAL D.LGS. 626/1994 e dal D.Lgs n. 81 del 09/04/2008-G.U s.o. n.101 30/04/2008


VAI AL SEGUENTE LINK : http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=RP&id=158#p6

PER PRENDERE VISIONE SUGLI OBBLIGHI DERIVANTI DAL D.LGS 494/1996 VAI AL SEGUENTE LINK: http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=RP&id=158#p9

PER PRENDERE VISIONE SULLE SANZIONI VAI AL SEGUENTE LINK: http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=RP&id=158#p68

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TESTO DEL DECRETO LEGISLATIVO APPROVATO DAL CDM DEL 01.04.2008
D.LGS. 09/04/2008 N. 81 ( G.U. S.O. N. 101 del 30/04/2008)


http://www.edilportale.com/EdilNorme/popup.asp?IDDOC=10441

sabato 1 marzo 2008

OBBLIGO DELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA PER LA COMPRAVENDITA DI IMMOBILI

In vigore l'obbligo di certificazione energetica degli edifici , in assenza l'atto è nullo.



E' entrato in vigore l'obbligo della certificazione energetica. Il decreto legislativo n. 311 del 29 dicembre 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2007 ed entrato in vigore il 2 febbraio 2007, stabilisce che a partire dal 1° luglio 2007 gli edifici esistenti, superiori a 1000 metri quadrati, che devono essere immessi nel mercato immobiliare, devono essere muniti di certificazione energetica.
DA SUBITO per le costruzioni che hanno avuto il permesso a costruire o DIA rilasciato dopo l' 08/10/2005

Dal 1° luglio 2008 è esteso l'obbligo anche per gli edifici sotto i 1000 metri quadrati, nel caso di compravendita dell’intero immobile.
Dal 1° luglio 2009 il certificato di efficienza energetica sarà obbligatorio anche per la compravendita dei singoli appartamenti.
L'attestato di certificazione energetica è sostituito dall’attestato di qualificazione energetica, che deve essere redatto dal direttore dei lavori e presentato al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori senza oneri aggiuntivi per il committente.

Dal 1° gennaio 2007, l'attestato di certificazione energetica dell'edificio è necessario per accedere a sgravi fiscali o contributi pubblici finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici o degli impianti.

Dal 1° luglio 2007, tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici devono prevedere la predisposizione dell’attestato di certificazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessati entro i primi sei mesi di vigenza contrattuale, con predisposizione ed esposizione al pubblico della targa energetica.

Gli allegati A, C, E, F, G, H, I e L del Dlgs 192/2005 sono sostituiti mentre l’allegato D (relativo all’integrazione degli impianti solari termici e fotovoltaici nelle coperture degli edifici) è abrogato.
Questi allegati modificano le prescrizioni tecniche, cambiano i valori del fabbisogno di energia primaria limite per la climatizzazione invernale e i valori delle trasmittanze limite sono stati resi più restrittivi.
Vengono anticipati al 1° gennaio 2008 i livelli di isolamento termico attualmente previsti per il 1° gennaio 2009. Viene inoltre introdotto, dal 1° gennaio 2010, un livello di isolamento in grado di garantire la riduzione dei fabbisogni termici dei nuovi edifici del 20-25%.

Per tutti i nuovi edifici diventa obbligatorio l’uso di fonti rinnovabili (solare termico o geotermia) per la produzione di almeno il 50% dell’acqua calda sanitaria, e di impianti fotovoltaici.

Agevolato l'uso di caldaie ad alta efficienza nelle zone climatiche più fredde, che sostituiranno i vecchi impianti di riscaldamento. Per gli immobili nuovi e nel caso di ristrutturazioni di edifici di superficie utile superiore a 1000 metri quadri, sarà obbligatorio installare sistemi schermanti esterni, al fine di contenere il consumo energetico per il condizionamento.
Per le Regioni introdotto l'obbligo di considerare tra gli strumenti di pianificazione ed urbanistici di competenza, le soluzioni necessarie all’uso razionale dell’energia e all’uso di fonti rinnovabili, con indicazioni anche in ordine all’orientamento e alla conformazione degli edifici da realizzare, per massimizzare lo sfruttamento della radiazione solare.

Infine, entro il 31 dicembre 2008 le regioni e le province autonome, in accordo con gli enti locali, predisporranno un programma di qualificazione energetica del patrimonio immobiliare, finalizzato al conseguimento di ottimali risultati di efficienza energetica.

mercoledì 27 febbraio 2008

CONTROLLO CONTAMINAZIONI RADIOATTIVE DI ALIMENTI E LIQUIDI


SI VERIFICANO CON STRUMENTAZIONE SPECIFICA EVENTUALI CONTAMINAZIONI DI ALIMENTI E SITI OGGETTO DI DISCARICA ABUSIVA.

STRUMENTAZIONE TESTATA DA ESERCITO BRITANNICO.-

RILEVAMENTO CONTAMINAZIONI DA RAGGI : ALFA BETA GAMMA

RICHIEDETE TRAMITE EMAIL PREVENTIVI DI SPESA : caso.gianfranco@virgilio.it


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sabato 23 febbraio 2008

ANALISI ACQUA POTABILE- CONDOMINII E POZZI ARTESIANI





SI ESEGUONO ANALISI CHIMICHE DELL'ACQUA POTABILE

- CONTROLLO ACQUA -DEPOSITATA NEI SERBATOI CONDOMINIALI D.LGS. N. 31/2001 - D.LGS. N. 27/2002

- PISCINE VERIFICA UNI

- POZZI ARTESIANI E VIDEOISPEZIONI CON VIDEOCAMERA AD INFRAROSSI

Verifica la potabilità dell'acqua del pozzo. Assistenza per denuncia Pozzo

Email: caso.gianfranco@virgilio.it



Principali parametri delle acque potabili

Le sostanze che si trovano disciolte nell'acqua sono sali che provengono dal naturale processo di dissoluzione dei minerali costituenti le rocce ed i suoli attraversati dall'acqua di origine piovana. Quest'acqua è povera di sostanze disciolte ma posseide un'azione "aggressiva" a causa dell'anidride carbonica raccolta dall'aria.I sali sono presenti come particelle cariche sia positive che negative (ioni). La tipologia di sali presenti dipende dal tipo di roccia attraversata e dal tempo di contatto. Le rocce calcaree (marmo, dolomite ecc.) cedono ioni bicarbonato, calcio, magnesio; le rocce contenenti gesso (solfato di calcio) cedono oltre al calcio anche lo ione solfato; gli ioni sodio e cloruro possono invece provenire da rocce contenenti cloruro di sodio. In certi casi il contenuto salino rimane pressoché costante nel tempo per qualità e quantità ed è tipico di quell'acqua.Gli ioni presenti nell'acqua sono importanti per gli organismi viventi le cui cellule svolgono le varie funzioni perché sono immerse in soluzioni saline a concentrazione costante; i sali assunti con l'acqua contribuiscono a mantenerle nel giusto equilibrio. L'acqua potabile è una soluzione di ioni (ione calcio, ione sodio, ione bicarbonato ecc..) in concentrazione ottimale; L'acqua distillata ad esempio è da considerare non potabile perché priva di sali disciolti, lo stesso vale per l'acqua piovana o di fusione della neve.Ma quale è il quantitativo ideale degli ioni nell'acqua potabile? Già da molti anni ci sono studi in proposito che hanno stabilito queste quantità. Dal punto di vista legislativo è stato definito, per molte delle sostanze che possono essere presenti nell'acqua, un valore limite o una "soglia di concentrazione" che non deve essere superata; se in un'acqua sono presenti uno o più composti in quantità superiore al valore limite, essa non presenta più i requisiti di potabilità. La contaminazione di un'acqua può avere cause naturali o derivare dall'attività dell'uomo collegata ad insediamenti urbani, industriali o agricoli-zootecnici.


Principali contaminanti chimici inorganici
Lo ione ammonio (NH4+) deriva principalmente delle deiezioni umane o animali dove è contenuto assieme all'urea risultante dal metabolismo delle proteine. La sua presenza nelle acque, specialmente in quelle sotterranee, è dovuta in alcuni casi a cause geologiche quali ad esempio la degradazione di materiale in via di fossilizzazione (resti di piante, giacimenti di torba, ecc.). Queste acque, con ione ammonio che può raggiungere valori elevati (5 - 10 mg/litro) ma pure dal un punto di vista microbiologico, possono essere considerate potabili se non ci sono alterazioni di altri parametri. Al contrario la sua presenza associata ad analisi microbiologiche sfavorevoli costituisce un sicuro indice di inquinamento da scarichi fognari o zootecnici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità e la legislazione vigente in altre nazioni non fissano alcun limite per questa sostanza nelle acque potabili in virtù della sua possibile origine "naturale" e della sua trascurabile tossicità. In Italia invece la legge ha introdotto un valore limite pur classificando lo ione ammonio fra le "sostanze indesiderabili" e non fra le "sostanze tossiche".
Nitriti e nitrati invece possono essere prodotti in natura da processi ossidativi dello ione ammonio oppure da fenomeni conseguenti all'impiego dei fertilizzanti azotati in agricoltura. Lo ione nitrato è infatti presente come componente di sali molto solubili impiegati come fertilizzanti, pertanto può passare velocemente nelle acque sotterranee per dilavamento del suolo agricolo. Esistono comunque trattamenti di potabilizzazione, tecnologicamente avanzati e piuttosto complessi, che permettono di ridurre la concentrazione di nitriti e nitrati fino alla loro totale eliminazione.
Le caratteristiche organolettiche (colore, odore, sapore e torbidità) dell'acqua potabile possono essere alterate da sostanze di origine naturale. Le acque sotterranee sono generalmente povere d'ossigeno e riescono a tenere disciolte, mostrandosi limpide, il ferro e il manganese nella forma "ridotta" (ione "ferroso" e "manganoso") anche a concentrazioni superiori ai valori limite. Un'acqua sotterranea che contiene ferro e manganese in quantità elevate quando viene portata in superficie si trasforma in breve tempo (da pochi minuti a qualche ora) in una soluzione torbida e giallastra dall'aspetto poco invitante. In pratica il contatto con l'ossigeno atmosferico trasforma la forma ionica di questi materiali da "ridotta" a "ossidata" (ione "ferrico" e "manganico") e dà luogo a prodotti poco solubili. Si ha così la separazione per precipitazione di fanghiglie colorate dal giallo-ruggine al nero. Un'acqua con queste caratteristiche non presenta rischi sanitari, ma ha caratteristiche indesiderabili: uno sgradevole sapore metallico, possibilità di dar luogo a fenomeni di corrosione delle tubature e di macchiare la biancheria durante il lavaggio. Gli acquedotti che attingono acque ricche di ferro e/o manganese dispongono di adeguati impianti per la rimozione di questi metalli.Un'altra sostanza d'origine naturale che frequentemente altera la qualità dell'acqua di possibile uso potabile è l'acido solfidrico (o idrogeno solforato), un gas facilmente riconoscibile per il caratteristico odore di uova marce. Questa sostanza è ritenuta a torto un indice di scarsa qualità dell'acqua potabile: ci sono acque sotterranee contenenti acido solfidrico assolutamente pure da un punto di vista microbiologico, ed è noto da molti secoli l'impiego terapeutico delle acque sulfuree anche come bevande. La normativa delle acque potabili prevede che questa sostanza non sia presente nelle comuni acque potabili perchè l'odore dell'acqua è sgradevole e perchè è comunque sconsigliabile l'assunzione per lunghi periodi. L'acido solfidrico è facilmente eliminabile per ossigenazione.La torbidità è un fattore che influenza frequentemente la qualità dell'acqua potabile: valori elevati possono essere dovuti a presenza di materiale argilloso oppure a idrossidi di ferro o alluminio, sostanze, queste ultime, usate nel processo di potabilizzazione delle acque superficiali e che possono erroneamente finire nella rete acquedottistica. Talvolta fenomeni di corrosione delle tubature danno luogo ad acque "rosse" per presenza di idrossido di ferro.
Tra i componenti inorganici che possono essere presenti nelle acque alcuni sono tossici: si tratta di quelli comunemente noti come "metalli pesanti" (cadmio, cromo, piombo, arsenico, mercurio, nichel, ecc.) pur rientrandovi anche elementi a basso peso atomico o che non manifestano proprietà tipicamente metalliche (arsenico e selenio).I metalli pesanti possono essere presenti in natura o derivare da attività umane. Mentre nel primo caso si trovano nelle rocce quasi sempre sotto forma di composti pochissimo solubili (ossidi, solfuri, ecc.), così che le acque circolanti solo raramente risultano contaminate da questi metalli, i metalli pesanti rilasciati nell'ambiente dalle attività umane non sono sempre in forma innocua. I metalli pesanti, data la loro tossicità, hanno una soglia di concentrazione ammessa molto bassa, generalmente dell'ordine dei microgrammi (milionesimi di grammo) per litro. Un metallo è tanto più tossico quanto più basso è il suo valore limite: talvolta è sufficiente una quantità piccolissima di un qualsiasi metallo pesante per rendere un'acqua non idonea all'uso potabile: ad es. sono sufficienti 5 milligrammi di cadmio per contaminare 1 metro cubo di acqua; fanno eccezione il rame e lo zinco che per la loro minore tossicità hanno valori limite più alti.


Principali contaminanti chimici organici
Fra le sostanze che possono contaminare le acque si trovano numerosi composti organici. Si tratta di sostanze che contengono carbonio e che sono presenti in natura ma che sono anche prodotte dall'attività umana (sono alla base della chimica della plastica, del legno, della carta, del petrolio e derivati, dei solventi delle vernici). La ricerca scientifica ne inventa continuamente di "nuovi" dalle proprietà tossicologiche sconosciute ed il cui destino, una volta immessi nell'ambiente, è incerto. Spesso si tratta di sostanze non degradabili o che impiegano tempi lunghissimi per decomporsi perché "sconosciute" ai microrganismi che operano la biodegradazione. Si ritiene che attualmente siano alcuni milioni le sostanze chimiche conosciute. Quelle effettivamente disponibili sul mercato sono circa 100.000 di cui circa 8000 tossiche e 200 ritenute cancerogene e sospette cancerogene; solo per 2100 prodotti sono stati individuati i rispettivi valori limite di tossicità. Ovviamente questi prodotti organici non sono tutti presenti contemporaneamente nell'ambiente: l'eventuale presenza in una zona è legato all'esistenza di industrie di produzione o all'utilizzo locale di singoli prodotti o classi di prodotti. Tra i contaminanti organici si riscontrano più frequentemente:
Trielina, tetracloroetilene e composti organoalogenati in genere; i primi due sono prodotti in uso nelle lavanderie e in industrie metalmeccaniche; nelle acque si possono incontrare anche altri solventi (1,2 dicloropropano, metilcloroformio, ecc.) comunemente usati per lo sgrassaggio dei pezzi meccanici.
Idrocarburi; sono componenti delle benzine e degli oli lubrificanti; lo sversamento di queste sostanze nel suolo può determinare gravi inquinamenti delle acque.
Aloformi (derivati alogenati del metano); fra questi si trova il cloroformio ed altri composti simili. La presenza di aloformi nelle acque potabili (di acquedotto) non è da collegarsi con i fenomeni di inquinamento del territorio: nella maggior parte dei casi queste sostanze si formano durante alcuni processi di potabilizzazione per reazione chimica del cloro, impiegato come disinfettante, con sostanze organiche naturali di origine vegetale sempre presenti nelle acque di approvvigionamento a livello di pochi mg/L.


Principali contaminanti microbiologici
Sono microrganismi (invisibili ad occhio nudo) che, se ingeriti, possono provocare un danno alla salute del consumatore. Le malattie che possono essere trasmesse dall'acqua sono alquanto numerose e sono causate da varie specie di microrganismi (dai più grandi ai più piccoli): elminti, protozoi, miceti (funghi), batteri e virus. Gli agenti patogeni più diffusi nei nostri climi sono riportati nella tabella che segue:
Agenti eziologici e patologie da ingestione di acqua contaminata
Classificazione
Patologia
Specie
Elminti (vermi)
Elminitiasi
Schistosoma (larva)Fasciola Epatica (larva)Taenia solium (uova)Echinococcus (uova)
Protozoi
Dissenteria amebica
Entameba histolitica
Giardiasi
Giardia intestinalis
Criptospridiosi
Cryptosporidium parvum
Batteri
Tifo e paratifo
Salmonella typhi e paratyphi A e B + altre salmonelle
Gastroenterite
Shigella (varie specie)Yersinia enterocoliticaEscherichia coli (enteropatogeno)Campylobacter jejuni
Colera
Vibrio cholerae
Virus
Gastroenterite
AdenoirusEchovirusNorwalk virus
Epatite
Epatite A, Epatite E
Le acque potabili in natura sono sempre più rare, soprattutto per la contaminazione microbiologica. Solo le sorgenti di montagna, localizzate in aree dove sono assenti insediamenti umani, possono offrire buone garanzie di sicurezza; tuttavia già la presenza di animali selvatici può indurre fenomeni di contaminazione delle acque.E' quindi sconsigliabile bere acqua non controllata perché non valgono requisiti come la limpidezza, la freschezza e l'isolamento della zona per garantire l'assenza di rischio. Anche l'acqua di pozzi profondi, che dovrebbe essere meglio protetta dall'inquinamento, non offre sempre garanzia di purezza perciò è opportuno controllarla periodicamente e all'occorrenza ricorrere a trattamenti di potabilizzazione.


Tipologia delle analisi consigliabili
Un'acqua può essere dichiarata idonea all'uso potabile solo quando è stata analizzata sia sotto il profilo chimico che microbiologico: nessuna altra indicazione (l'assenza di torbidità, il senso di gradevolezza, l'isolamento ambientale del corso idrico o della sorgente) costituisce un elemento sufficiente per dichiarare un'acqua "buona" o esente da rischi. Per le acque distribuite da reti acquedottistiche il tipo di controllo analitico e la frequenza sono dettati dalla legge.Per gli approvvigionamenti privati, stabilito che le opere di captazione siano state fatte a regola d'arte, è consigliabile eseguire un'analisi di tipo batteriologico. Se questa ha esito favorevole si può procedere ad un'analisi chimica di base per caratterizzare il tipo d'acqua che si va ad impiegare. All'occorrenza vanno ricercati specifici contaminanti in relazione alle condizioni ambientali: presenza di industrie, agricoltura ecc.Se l'esame batteriologico ha avuto esito sfavorevole o si abbandona la risorsa oppure si procede ugualmente agli esami chimici per meglio decidere sui trattamenti di potabilizzazione da eseguire.

PREVENZIONE INCENDI- VERIFICA CONTAMINAZIONI RADIOATTIVE

PROFESSIONISTA ANTINCENDIO PER PRATICHE DI PREVENZIONE INCENDI - D.p.r.  n. 151/2011


PROFESSIONISTA ISCRITTO NELL' ELENCO DEL MINISTERO DELL'INTERNO -
LEGGE N 818/84 DAL 1986  - Codice Ministeriale CH00693P00003

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sabato 24 novembre 2007

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